Per strategist e social media manager

Chi fa il sito non deve essere il tuo problema.

Di solito chi gestisce il sito vede chi si occupa dei social come un concorrente. Io lavoro dalla stessa parte: le tue campagne rendono di più se il sito funziona, e il sito rende di più se le campagne funzionano.

I segnali

Quando il sito frena il tuo lavoro.

Se riconosci più di uno di questi segnali, il problema non sono le tue campagne.

  • Il pixel o le conversioni non vengono registrati correttamente.
  • Le pagine di atterraggio sono lente o non convincono.
  • Per una modifica aspetti giorni, oppure nessuno risponde.
  • I dati di GA4 non tornano con quelli delle tue campagne.
  • Il cliente non ha accesso al proprio sito.

Come lavoro con te

Tre impegni chiari.

Il tuo ruolo resta tuo

Se il cliente è tuo, rispetto la gerarchia. Ti chiedo solo di tenermi informato su quello che fai o pensi di fare: siamo una squadra, e dobbiamo seguire sempre la stessa linea.

Leggiamo gli stessi numeri

Facciamo brief nei quali condivido con te statistiche e informazioni derivate dagli strumenti di analisi.

Le tue richieste non restano in attesa

Pixel, eventi, pagine di atterraggio: quello che serve alle tue campagne ha la priorità che merita.

Già in pratica

Un modello già collaudato.

Prima di proporlo, l’ho messo alla prova. Lavoro già così con Martina De Angelis, Digital Strategist indipendente, su progetti condivisi.

Ognuno resta autonomo, con la propria partita IVA, i propri contratti e le proprie fatture. Davanti al cliente, però, ci presentiamo come un’unica realtà.

Con il cliente parliamo con una sola voce: la linea la concordiamo prima. Condividiamo strategie e analisi, e il cliente non si trova più tra l’incudine e il martello.

La scelta

La scelta è reciproca.

Non accetto tutti, così come nessuno dovrebbe scegliere me alla cieca. Prima di scegliere la mia partner ho valutato alcuni punti:

  • la competenza;
  • l’esperienza;
  • il carattere: bisogna andare d’accordo, il clima deve essere disteso e lavorare insieme deve essere un piacere;
  • vision ed etica.

Per questo la prima chiacchierata serve a conoscerci, da entrambe le parti.

Come presentarmi

Tre passaggi, già collaudati.

  1. Parli tu di me

    Racconti al cliente chi sono, cosa faccio e da quanto lo faccio. Di solito quasi trent’anni di esperienza bastano a far capire al cliente cosa aspettarsi.

  2. Mi presenti il progetto

    Mi descrivi il cliente e il progetto. Prima della call studio il cliente, per capire esigenze e opportunità e arrivare preparato alle sue domande.

  3. La call a tre

    Il cliente fa le sue domande e io rispondo. Porto esempi concreti da casi simili e cito clienti reali.

Contatto tra colleghi

Parliamone tra colleghi.

Raccontami come lavori e con che tipo di clienti. Ci sentiamo per capire dove posso esserti utile, senza impegno.

Il pulsante aprirà un’agenda dedicata ai colleghi, separata da quella dei clienti.