Come lavoro

Costruire, testare, misurare, smontare e ricostruire.

Parto dalla pratica. Le teorie le verifico sul campo: le confermo, le smentisco, a volte le riscrivo.

L’ecosistema

Il sito è il baricentro.

È l’unico spazio di proprietà: sui social si è ospiti, con le regole e le strategie di altri. Tutto parte dal sito e tutto ci torna. Il sito parla al pubblico giusto, raccoglie informazioni su chi arriva, cosa cerca e dove si ferma, e misura i risultati.

Segnali

Prima di mettere mano al sito, studio il modello di business, il mercato, i concorrenti e il modo in cui il tuo pubblico cerca.

Analisi di mercato · Concorrenti · Profili dei clienti

Dopo la fase 05 si torna ai segnali, con più dati di prima.

In concreto

Prima capisco, poi costruisco.

Analisi

Prima di mettere mano al sito, studio:

  • modello di business, prodotti e servizi
  • pubblico di riferimento
  • mercato e posizionamento
  • concorrenti
  • criticità e opportunità di crescita

Strategia ed esecuzione

Poi lavoro su:

  • sito web, realizzato con lo strumento più adatto al progetto
  • indicizzazione con Google Search Console
  • posizionamento sui motori di ricerca (SEO) e ottimizzazione per AI (GEO)
  • analisi dei dati con GA4 e Tag Manager
  • interventi sul sito guidati dai dati
  • Profilo dell’attività su Google (Google Business Profile, ex Google My Business)
  • coordinamento delle strategie social e delle campagne Google Ads

Social e campagne Google Ads li seguono professionisti dedicati, come la Digital Strategist indipendente con cui lavoro in squadra. Io non li gestisco direttamente, ma ne tengo il controllo.

Un esempio

I dati arrivano prima delle campagne.

Di solito una campagna social parte, si aspettano i primi risultati e poi, a volte, si corregge il pubblico.

Per l’e-commerce di Bruno Chiricotto ho fatto il contrario: prima di partire ho consegnato alla Digital Strategist i dati per indirizzare le campagne. I social sono diventati un supporto alle vendite, e le campagne non sono partite alla cieca: campagne alla cieca costano di più e rendono di meno.

Leggi il percorso

Il rapporto

Un partner, non un fornitore.

Quando il rapporto diventa quello tra cliente e fornitore, posso dare meno di quello che so fare.

Lavoro meglio quando entro nel modo in cui l’azienda prende le decisioni. Per questo propongo un ingaggio annuale, come quello del commercialista, e non un preventivo per il sito.

Il mio lavoro vale metà del risultato. L’altra metà la fa la proprietà, con la sua fiducia e le sue decisioni, ed è spesso l’anello che manca in ogni strategia.

Come funziona l’ingaggio

Perché prima la consulenza

Prima capisco, poi decidiamo insieme cosa fare.

Molti progetti che mi trovo a sistemare sono nati allo stesso modo: si chiede un preventivo, lo si riceve, si fa una call veloce con chi l’ha preparato.

In quella call chi è dall’altra parte fa il commerciale, ed è normale che sia così. Non è ancora in squadra e non è pagato per dare strategie a chi non è suo cliente.

Così si sceglie il sito prima di aver capito cosa serve. A volte il ciclo si ripete: alcuni clienti sono arrivati da me dopo due o tre siti rifatti in poco tempo. E un sito rifatto spesso non piace nemmeno ai motori di ricerca.

Per questo con me si parte dalla consulenza: prima entro in squadra, poi decidiamo insieme cosa serve. Qualche volta, dopo l’analisi, ho consigliato di non fare il sito web, perché non era necessario o non era sostenibile.

Nei momenti difficili

Quando il sito andrebbe rifatto, ma non si può subito.

Nei rapporti lunghi capita: il restyling serve, il cliente lo sa, ma non è il momento di farlo.

È lì che il mio lavoro conta di più. Faccio gli assestamenti necessari sul sito esistente e tengo sotto stretto controllo posizionamenti e dati di GA4. L’obiettivo è limitare i danni e dare al cliente il tempo di cui ha bisogno.

Una rete

Costruita in quasi trent’anni.

Una rete di professionisti autorevoli, da coinvolgere solo per le questioni complesse. Quando succede, scelgo lo specialista, lo coordino e ne valuto il lavoro. Tu continui a parlare con me.

È accaduto, per esempio, con un data breach subito dal fornitore del booking engine di due miei clienti: in prima battuta ho dato le indicazioni su responsabilità e obblighi di legge, e in poche ore ho messo a disposizione uno studio legale specializzato in privacy, con cui avevo già collaborato.

Mi capita anche il contrario: riallineare il lavoro di professionisti coinvolti direttamente dal cliente. Spesso cliente e specialista non parlano la stessa lingua, e lo specialista non ha il quadro completo. In quei casi faccio da interprete: fornisco il contesto reale del progetto e traduco le esigenze del cliente nel linguaggio dello specialista.

Chi fa parte della rete

  • specialisti SEO per strategie di posizionamento avanzate
  • specialisti di Google Analytics
  • legali specializzati nel digitale e nella privacy
  • esperti di marketing e neuromarketing
  • marketer specializzati in settori specifici
  • copywriter specializzati per settore
  • traduttori e traduttrici madrelingua

L’infrastruttura

Hosting e domini: i problemi tolti alla radice.

Quando inizio a lavorare con un cliente, gli chiedo di trasferire dominio e hosting sull’infrastruttura di cui mi fido: un fornitore selezionato in molti anni e con cui lavoro da altrettanti, che opera in Italia, con personale in Italia e niente fuori dall’Unione europea. Non lo rivendo e non ci guadagno: il costo dell’hosting lo recupero senza ricarichi.

Per il cliente è un vantaggio. Sicurezza e prestazioni sono gestite lato server, prima che i problemi arrivino al sito, e la componente tecnica esce di scena. Così possiamo dedicarci a quello che conta davvero: strategia e marketing.

Il trasferimento di domini e posta lo seguo io. Farlo da soli è come comprare un cavallo senza esperienza; farlo con me è come sceglierlo accompagnati da un allevatore.

Raccontami dove sei e dove vuoi arrivare.

Trenta minuti per conoscerci: ti ascolto, ti faccio qualche domanda e alla fine ti dico se e come posso esserti utile.