Il punto di partenza
Un agriturismo in un mercato saturo.
Il titolare e io ci siamo conosciuti ad agosto 2016, tramite un altro professionista che ci ha presentati. Il titolare stava rinnovando la struttura: un agriturismo senza ristorante, in un mercato saturo e sempre più affollato di affitti brevi.
Come primo passo ho trasferito i domini presso la mia struttura, recuperando e mantenendo il vecchio sito. Da lì sono iniziate l’analisi e la progettazione che ci hanno portato al nuovo sito.
L’idea
Un appartamento in meno, una SPA in più.
Durante la mia prima visita il titolare mi ha raccontato la sua idea: rinunciare a un appartamento per costruire una piccola SPA, un centinaio di metri quadri ad accesso esclusivo.
Ho capito subito cosa poteva diventare la struttura. La SPA era il modo per uscire dalla categoria degli agriturismi ed entrare in una nicchia, con una proposta di benessere rivolta a un pubblico con maggiore capacità di spesa.
La strategia
Dall’ospitalità all’esperienza.
Prima abbiamo costruito i pacchetti, poi il sito per presentarli. In ogni fascia oraria la SPA è riservata a un solo gruppo: notti per coppie, serate a tema, giornate tra amiche, weekend romantici.
Accanto alle famiglie sono arrivate le coppie, con esigenze diverse e una maggiore capacità di spesa. Le famiglie, il pubblico di sempre, non le abbiamo escluse: ho preferito evitare scossoni e scegliere un passaggio graduale, con strategia e attività rivolte solo al nuovo pubblico. Così le famiglie sono diminuite poco alla volta, e oggi si concentrano nei due mesi estivi, quando i pacchetti esperienziali brevi sono meno richiesti.
Dopo il Covid
Più visibilità, sempre diretta.
Dopo il Covid abbiamo aggiunto nuovi canali per far conoscere la struttura, sempre con lo stesso obiettivo: far crescere le prenotazioni dirette. Le campagne sono gestite dalla Digital Strategist con cui lavoro in squadra.
La metà del titolare
Ogni scelta, condivisa.
Il mio lavoro vale metà del risultato. L’altra metà la fa la proprietà, ed è spesso l’anello che manca. Qui non è mancato.
Il passaggio decisivo è stato la fiducia. Da allora ogni scelta strategica è condivisa. Budget e investimenti sono del titolare, le decisioni le prendiamo insieme: dall’ampliamento del glamping, passato da due a quattro tende, al nome di un appartamento, fino alla risposta a una recensione.
Nel tempo il titolare ha imparato il linguaggio del digital marketing. Oggi parliamo la stessa lingua, e i concetti passano subito.
Cosa è cambiato
Più valore, tutto l’anno.
- Una nicchia con poca concorrenza: in zona non ci sono veri concorrenti.
- Si lavora tutto l’anno, non solo nei tre mesi estivi.
- Gran parte delle richieste per i pacchetti arriva in modo diretto, dal sito e dai social. Una parte passa da portali specializzati, nessuna dalle OTA tradizionali, i portali che vendono solo ospitalità.
- Anche un soggiorno di un solo giorno è ben remunerato.
- Il fatturato cresce in modo costante, anche negli anni del Covid.
A che punto siamo
Il prossimo passo: il restyling.
Il sito è ancora quello del 2017, e continua a lavorare. Ma la proposta oggi è un’altra, e la home deve raccontarla. Il restyling è il prossimo passo.
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